Velomuseo


Ecomuseo e  museo diffuso della bicicletta

L’idea di creare un percorso museale sulla bicicletta nasce dal desiderio di aggregare, in varie forme, le testimonianze di una cultura ciclistica che ha radici profonde nella società italiana e Torinese, ma la cui memoria storica è frammentata tra gli addetti ai lavori presenti e passati e tra i collezionisti privati. 
In questo contesto ci si propone come trait d’union tra le realtà già presenti sul territorio per valorizzarle maggiormente attraverso l'aggregazione e attività organizzate.

L’associazione Muovi Equilibri studia nuovi sistemi di mobilità  in cui la bicicletta è protagonista;
con un percorso museale innovativa intende promuovere la cultura ciclistica attraverso lo stimolo emozionale che la memoria storica può fornire e favorire la conservazione, recupero e riconversione di conoscenze artigianali.
In aggiunta, l’organizzazione di eventi a sfondo storico, principalmente cicloraduni d'epoca, si pone come occasione di integrazione tra uomo e ambiente/territorio, con l’obiettivo di promuovere sul campo in maniera partecipativa ed emozionale le tematiche della mobilità a pedali.

Obiettivi e metodi

Il progetto ha l'obiettivo generale di attirare le persone verso l'approfondimento del ruolo passato, presente e futuro, della bicicletta  nella società. L'obiettivo è di costruire una rete di spazi fisici e spazi virtuali di coinvolgimento della gente all'approfondimento della cultura ciclistica e della mobilità sostenibile, oltre che fornire nuove occasioni di incontro sia culturale che di svago.

Archivio bibliografico e narrativo: E' in fase di progetto la realizzazione, all'interno del sito Internet generale, di una sezione dedicata alla storia della bicicletta che verrà arricchita da fotografie, documenti, racconti e interviste a personaggi celebri del ciclismo d'annata, come anziani artigiani, apprezzati collezionisti e semplici appassionati.

Spazio espositivo e di archivio permanente 
Gli spazi espositivi sono costruiti sulla matrice scenografica della massa di biciclette. La bicicletta è l’oggetto della conservazione museale e al tempo stesso il supporto metaforico e materiale della esposizione temporanea. Il messaggio di fondo non cambia, quello che cambia e ciò che viene messo a confronto con esso. Ad esempio, se è il tema del paesaggio ad essere ritratto attraverso la fotografia, in questo contesto può essere permeato dal senso dello spazio e del tempo e dunque dalla velocità, ossessione dei nostri giorni; la minaccia della industrializzazione indiscriminata sulla biodiversità, le storie dei nostri avi ecc. Un dialogo che ampia gli orizzonti di un opera e la sua stessa interpretazione.
Uno spazio espositivo sobrio e rustico che non teme la polvere può essere anche un laboratorio, ovvero uno spazio dove si può lavorare,  toccare con mano ciò che si vede, trasformarlo e comprenderlo. 








Network
Si intende dare vita ad un museo virtuale a partire da un censimento del patrimonio storico circolante sulle nostre strade e conservato con cura in cantine e solai. Una sorta di archivio annuario delle biciclette circolanti e i loro pedalatori/amanti, con particolare attenzione al valore storico e artigianale dei mezzi. Uno scopo tra i tanti è anche creare un archivio valido per il riconoscimento della proprietà in caso di furto. 

Collaborazioni
Collaborano al progetto, l'hub Muticulturale Cecchi Point che ospita la collezione Stella e la sede operativa del museo. L'associazione Izmo coinvoltà nella progettazione e realizzazione delle strutture espositive. La Biciofficina CicloNauti partecipa alla realizzazione di restauri e nella catalogazione e creazione dell' "archivio narrativo".

Pedalata su mezzi antichi

Si  intende organizzare  raduni/pedalate in bicicletta d'epoca con servizio di noleggio del parco biciclette vintage dell'associazione. 



Donazioni e contribuiti per il progetto Velomuseo saranno ben accetti




"L'uomo.. Per trasportare un grammo del proprio peso per un chilometro in dieci minuti, consuma 0.75 calorie.. è una macchina termodinamica più efficiente di qualunque veicolo a motore.. L'uomo in bicicletta può andare tre o quattro volte più svelto del pedone, consumando però un quinto dell'energia"


da Ivan Illich "Energie et équité"